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Comunicazioni

Il piano necessita di interventi e denaro

Questo merooledi il Consiglio federale ha approvato e quindi messo in vigore il Piano d’azione nazionale dei prodotti fitosanitari (PAN). La SSIGA ha accolto favorevolmente l’elaborazione di un piano per la riduzione del rischio e l’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari. Essa si aspetta che questo consenta di ridurre al minimo le immissioni di pesticidi, in particolare nella zona di influsso delle prese d’acqua potabile.

La SSIGA studierà esattamente il piano d’azione approvato dal Consiglio federale e in breve redigerà una presa di posizione dettagliata.

Per la SSIGA sono di focale importanza un divieto di utilizzo di prodotti fitosanitari in tutte e tre le zone protette e misure adeguate di protezione delle acque, compresi i controlli dell’efficacia  nei settori d’alimentazione contaminati. Le misure appropriate devono essere inserite nella Politica agricola 2022 e nella prova che le esigenze ecologiche sono rispettate. Affinché il piano possa essere anche efficace, la SSIGA insiste che la Confederazione garantisca un sufficiente finanziamento delle misure proposte e avvii velocemente l’attuazione.

Nella versione del piano d’azione sottoposta a consultazione nell’autunno 2016 la SSIGA lamentava che il piano fosse poco esigente e troppo impreciso, che non prendesse in considerazione la realtà dei costi e il principio di causalità e che non contenesse una seria visione di un obiettivo di sviluppo a lungo termine. Ad esempio, all’epoca il piano prevedeva solo di dimezzare il superamento dei valori dei requisiti per la qualità delle acque. Ciò significa che il piano tollerava che solo nella metà dei casi si raggiungesse la conformità alla legge, invece di imporne il rispetto.

Già prima della bozza del piano d’azione la SSIGA aveva presentato insieme ai suoi partner il Piano di riduzione dei pesticidi in Svizzera. Il piano mostra come si possa ridurre  l’impiego di pesticidi del 40-50% nell’agricoltura con misure facilmente realizzabili e addirittura dell’80%  negli agglomerati, senza creare ripercussioni sulla produzione e senza costi aggiuntivi per i contribuenti, ma con effetti positivi sulle acque, sul terreno e sulla biodiversità.

 

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